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Un anno di Aironi in numeri…

Un anno di vita, una candelina, dodici mesi e trecentosessantacinque giorni, ma in un anno di rugby ci sono numeri ancora più importanti. Il 17 maggio gli Aironi hanno festeggiato il loro primo anno di vita, un anno di Celtic League e un anno di professionismo. Esperienze nuove, esperienze finora praticamente sconosciute, una sfida con se stessi e un confronto con squadre che del rugby europeo hanno fatto la storia. E’ così che una neonata società di un piccolo paesino di ventimila abitanti della campagna mantovana si è messo in gioco contro club storici, come il Munster vincitore di due Heineken Cup, gli Scarlets che hanno avuto il merito negli anni passati di aver battuto i leggendari All Blacks o gli Ospreys, nati dall’unione tra le squadre avversarie di Neath e Swansea.

Quando si parla di sport la prima cosa a balzare all’occhio sono certamente le vittorie, ma in questo caso, forse, i dati più significativi sono altri. Nella prima stagione celtica gli Aironi hanno collezionato solo una vittoria, mostrando però giornata dopo giornata una regolare crescita, che ha permesso loro di tener testa a qualsiasi squadra, riuscendo a guadagnare ben otto bonus difensivi, indice di vittorie sfiorate. La vittoria più bella però è arrivata in Heineken Cup, contro i finalisti uscenti del Biarritz, mostrando grande forza di volontà. Per quel che riguarda i risultati sul campo, i dati derivati da Celtic League e Heineken Cup parlano di una squadra che in media subisce tre mete a partita, mettendone a segno una, con un risultato medio di punti di 12 a 28.

I dati più importanti sono però probabilmente quelli riguardanti il coinvolgimento in questa avventura celtica di numerose società, entrate a far parte della franchigia, cercando di diffondere in tal modo il proprio bacino d’utenza e offrendo un certo know how e collaborazione tecnica. La scelta delle società fiancheggiatrici non si è fermata nelle zone italiane tradizionalmente più legate al rugby, ma ha coinvolto anche società sarde e pugliesi, dando così un contributo alla crescita del rugby in Italia.

I dati più positivi riguardano però gli approcci di avvicinamento al professionismo, con il marketing, di cui già Viadana erà ai vertici italiani, che ha avuto un netto miglioramento con l’apertura dello store on-line e le magliette e gadgets offerti agli abbonati. Altro aspetto positivo è l’affluenza di pubblico, che ha registrato una media spettatori casalinga di 3.103 tifosi durante la Celtic League e 3.333 durante l’Heineken Cup, per un totale di 44.133 spettatori accorsi allo Stadio Zaffanella durante l’intera stagione. Se a tali spettatori si vanno ad aggiungere gli spettatori dei match giocati in trasferta, si sfiorano le 130 mila persone che hanno visto giocare gli Aironi quest’anno. Un dato che è quasi il doppio rispetto ai 67.610 spettatori (www.stadiapostcard.com) totali di tutte le partite del Campionato italiano d’Eccellenza 2010-2011, a dimostrazione della crescita di interesse da parte del pubblico verso il rugby d’alto livello.

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