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Archive for aprile 2011

Italia ovale: un paese per vecchi…

   Stravolgendo il titolo di un ottimo romanzo di Cormac McCarthy, apriamo una discussione sull’età media dei giocatori di Magners Celtic League e la crescita di potenziali talenti. Andando a recuperare i dati dei vari giocatori del campionato celtico siamo giunti al risultato di individuare l’età media di un “giocatore tipo” della Celtic League.

L’età ricavata dalla media di tutti i giocatori del campionato è 25,4, quindi circa 25 anni, un età che in Italia purtroppo sembra adatta per un “debuttante” o una “promessa”. Ma quali sono i club con un’età media minore? Esiste un collegamento tra età media e risultati sportivi?

Per cercare di rispondere a tali domande andiamo ad analizzare i dati delle singole squadre. Formulando una sorta di classifica otteremmo questa tabella:

Cardiff Blues 23,8
Scarlets 24
Ospreys 24,9
Munster 25,2
Glasgow 25,2
—- media 25,4 —-
Dragons 25,6
Edinburgh 25,6
Leinster 25,9
Ulster 26
Connacht 26
Aironi 26,4
Treviso 26,9

Le squadre sono in effetti suddivise quasi equamente, ovvero cinque club con un’età media inferiore alla media del campionato e sette con un’età media superiore. A brillare in questa speciale classifica sono i Cardiff Blues, che nel proprio roster vantano ben diciassette giocatori under 21. Ma anche da un’occhiata superficiale si nota subito come l’intero podio sia dominato da club gallesi, che puntano forte sui giovani, avendo già avviato il ricambio generazionale per la Coppa del Mondo del 2015.

Nota dolente invece, ancora una volta, per le squadre italiane, che con 26,4 e 26,9 di età media si classificano ultime, lasciando un po’ di preoccupazione circa il futuro. Già in molti hanno posto il problema di trovare degni sostituti alle stelle azzurre del calibro di Castrogiovanni, Perugini, Bergamasco e altri, nutrendo perplessità circa l’adempimento a tale ruolo di Celtic League ed Eccellenza. D’altra parte però bisogna anche tener conto che per affrontare la prima stagione in un campionato professionistico, Federazione e club abbiano puntato su giocatori d’esperienza.

Abbiamo detto quindi Galles terra di giovani promesse, andiamo vedere dunque la più palese connessione tra giovani nazionali e risultati sportivi: il Sei Nazioni U20.

Grazie a questa classifica presa da Wikipedia troviamo, confrontando le nazionali celtiche, proprio il Galles in testa. Quasi quasi puntare sui giovani conviene…

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Celtic,Top 14 e Premiership,tra risultati ed obbiettivi

   Apro questo articolo riprendendo il pensiero di Abr pubblicato tramite un post sul blog specializzato Right Rugby. Nel proprio articolo Abr trattava il tema del rugby e il suo burrascoso avvicinamento al professionismo, proponendo un’ardita ma quanto mai azzeccata similitudine con l’ingresso della moneta unica in Europa, che ha comportato vantaggi e svantaggi, felicità e malcontento. Trattando del problema in Italia, ormai da un anno entrata a far parte della Magners Celtic League, sembrava inevitabile un raffronto tra la situazione celtica, inglese e francese. Facendo un paragone con le politiche economiche, da una parte, quella celtica, si attua la politica lincolniana del protezionismo, mentre oltralpe si favorisce il new deal roosveltiano, caratterizzato da un forte investimento ed una grande esposizione a possibili crolli economici. In Inghilterra persiste invece la cronica disparità tra borghesia (Leicester Tigers, Northampton Saints e Saracens) e proletariato (Newcastle Falcons, Leeds ed Exeter Chiefs), alla quale si cerca di rimediare con il salary cap. In parole povere nei paesi celtici si formano giocatori, in Inghilterra crescono talenti ed in Francia si compra. La dimostrazione è data dall’approdo in terra francese di talenti del calibro di Martyn Williams, Mike Phillips, James Hook, Bakkies Botha, Jhonny Wilkinson

Ogni anno i club celtici ed inglesi devono fare i conti con le proposte esagerati provenienti da Parigi e dintorni, cercando di puntare sull’appeal del club d’appartenenza e sulle maggiori possibilità in nazionale. Questa sovraesposizione economica è però paragonabile alla scalata di una montagna, ovvero il modo più semplice per raggiungere la vetta ma anche il più pericoloso. Ne sanno qualcosa Stade Francais, Bayonne e Montauban, club sull’orlo del fallimento a causa di grandi impegni economici che non hanno portato ad un ritorno nè in denaro nè in risultati sportivi. Per difendersi da tali proposte le federazioni celtiche hanno puntato forte sulla Celtic League, favorendo aiuti economici e, tranne in Italia, tecnici fornendo staff all’altezza. Da sempre il motivo della nascita del campionato celtico è stato quello di far crescere giocatori utili alle nazionali per poter confrontarsi con le superpotenze inglesi e francesi.

Vediamo dunque in numeri a che risultati hanno portato i vari approcci al professionismo: Dando un’occhiata all’Heineken Cup possiamo ricavare la media punti raggiunti nei gironi dai club delle varie nazioni:

IRLANDA 17,3 Pt
FRANCIA 17,2 Pt
INGHILTERRA 15,1 Pt
GALLES 11 Pt
SCOZIA 8 Pt
ITALIA 2,5 Pt

Eseguendo questo semplice calcolo notiamo che le squadre che hanno totalizzato il maggior numero di punti sono quelle irlandesi, potendo contare su due pezzi forti come Munster e Leinster e la rivelazione Ulster. Seguono a ruota i club francesi ed inglesi, che portano in dote una partecipazione di club molto maggiore rispetto alle altre nazioni.

Concentriamoci ora sulle nazionali, osservando il più antico e prestigioso torneo della palla ovale, il Sei Nazioni.

INGHILTERRA 8
FRANCIA 6
IRLANDA 6
GALLES 6
SCOZIA 2
ITALIA 2

La classifica in questo caso vede l’Inghilterra padroneggiare seguita però dal gruppo formato da Francia, Irlanda e Galles.

Al di là delle prestazioni dunque, i numeri non ci consegnano un vincitore assoluto e lasciano intendere che le il superpotere di Francia ed Inghilterra derivi soprattutto da un largo bacino d’utenza e gran disponibilità economica, caratteristiche che (potenzialmente) non mancherebbero neanche al Bel Paese

In definitiva vorrei far notare che quando si confrontano le tre grandi scuole rugbistiche, francese, inglese e celtica, bisogna distinguere bene gli obbiettivi dei vari campionati. Il campionato inglese e francese è nato per raggiungere risultati mentre il campionato celtico è nato innanzitutto con lo scopo di far crescere le rispettive nazionali. E’ quindi quasi controproducente per i club celtici ingaggiare giocatori stranieri, “rubando” così il posto ad un possibile talento di casa propria.

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Questione stranieri: uno straniero per ruolo

La FIR ha finalmente reso nota la questione stranieri circa le due franchigie italiane impegnate in Celtic League. Tramite un comunicato stampa la Federazione ha dichiarato che il numero di stranieri massimo è cinque. Se da una parte il numero non si discosta da quello della scorsa stagione, a creare maggiori difficoltà è l’impossibilità di avere più di uno straniero per ruolo. Dunque sia Aironi che Treviso potranno avere uno straniero in prima linea, uno straniero in seconda e uno straniero in terza per quel che riguarda la mischia. La questione non cambia tra i trequarti dove saranno concessi uno straniero in mediana/estremo, ed infine uno per il ruolo di centro/ala.

Vediamo dunque da più vicino la situazione degli Aironi:

PRIMA LINEA: nessun straniero
SECONDA LINEA: nessun straniero (Liebenberg in partenza)
TERZA LINEA: Nick Williams (Krause si ritira)
MEDIANA/ESTREMI: James Marshall, Julien Laharrague, (Tyson Keats?)
CENTRI/ALI: Dylan Des Fountain, Danwel Demas, San Martin

Per quanto concerne la mischia la situazione sembra stabile con il solo Nick Williams (in foto) straniero riconfermato in terza linea. Maggiori problemi riguardano i backs, dove in mediana il possibile arrivo del neozelandese Tyson Keats taglierebbe il posto di Marshall e Laharrague, mentre nei ruoli di centro/ala nessuno dei tre stranieri Demas, Des Fountain e San Martin sono stati ancora riconfermati, lasciando quindi la questione aperta.

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Categorie:Celtic League, mercato

Liebenberg torna in Francia

La seconda linea sudafricana degli Aironi Lodevickus Liebenberg farà ritorno a fine stagione in Francia, esattamente a Aix en Provence. Il club Pays d’Aix, che milita in ProD2, seconda divisione francese, ha infatti trovato un accordo con l’ex giocatore di Brive, per poter sostituire il rumeno Ursache impegnato con la nazionale nella RWC 2011 e Rokobaro, in partenza per Toulon. Il sudafricano libera così un posto da straniero nella seconda linea della franchigia lombardo-emiliana, che con Geldenhuys, Bortolami, Del Fava, Furno e Biagi sembra non aver problemi di qualità e quantità. Liebenberg lascia l’Italia dopo una stagione non brillante nella quale non ha lasciato il segno, anche a causa del suo scarso impiego, essendo chiuso sia in seconda che in terza linea da giocatori di maggiore esperienza ed abilità tecniche.

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Categorie:mercato

Ad Edimburgo per cercare la vittoria

EDINBURGH – AIRONI
venerdì 15 aprile 2011
Murrayfield Stadium – Edimburgo

Gli Aironi si apprestano ad affrontare Edinburgh in Scozia per l’ultima trasferta stagionale. Coach Phillips ha ufficializzato il XV che affronterà gli highlanders scozzesi in una partita che la franchigia italiana dovrà tentare di vincere per poi affrontare con più serenità le ultime due sfide proibitive contro Leinster e Ospreys.

Gli Aironi arriveranno al fischio di kick off dell’irlandese John Lacey avendo ritrovato i propri nazionali e schierano una formazione di alto livello tecnico con una prima linea pesante composta da Perugini e Gamboa nel ruolo di piloni e Ongaro tallonatore. In seconda linea torna la coppia d’esperienza Geldenhuys Bortolami, che dovranno affrontare in touche contro la coppia scozzese MacLeodLozada. In terza linea Phillips affianca al solido Williams, Krause e Cattina. In mediana al fianco del neozelandese Marshall torna l’esperienza di Canavosio. Coppia di centri italiana formata da Pratichetti e Pavan che dovranno trovare l’intesa con i due velocisti Robertson e Demas all’ala. Nello spot di estremo riconfermato il giovane Rubini, che ben ha figurato nelle ultime partite.

Gli scozzesi di Scrivener schierano una formazione dove brillano i nomi di talenti del calibro di Mike Blair, Lozada, MacLeod, McKenzie, Webster e Thompson. Particolare attenzione dovrà essere riservata all’ala olandese Tim Visser, capace di segnare già 12 mete in stagione, guadagnandosi così il temporaneo titolo di metaman. In panchina si possono trovare Nick De Luca e il temibile cecchino Paterson.

Edinburgh: 15 Jim Thompson; 14 Simon Webster, 13 Ben Cairns, 12 James King, 11 Tim Visser; 10 Greig Laidlaw, 9 Mike Blair; 8 David Denton, 7 Roddy Grant, 6 Fraser McKenzie; 5 Esteban Lozada, 4 Scott MacLeod; 3 Geoff Cross, 2 Andrew Kelly (cap), 1 Kyle Traynor. (A disposizione: 16 Alun Walker, 17 Lewis Niven, 18 David Young, 19 Steven Turnbull, 20 Stuart McInally, 21 Nick De Luca, 22 Lee Jones, 23 Chris Paterson). All. Scrivener

Aironi: 15 Giulio Rubini; 14 Kaine Robertson, 13 Gilberto Pavan, 12 Matteo Pratichetti, 11 Danwel Demas; 10 James Marshall, 9 Pablo Canavosio; 8 Nick Williams, 7 Gareth Krause, 6 Nicola Cattina; 5 Quintin Geldenhuys (cap), 4 Marco Bortolami; 3 Ulyses Gamboa, 2 Fabio Ongaro, 1 Salvatore Perugini. (A disposizione: 16 Luigi Ferraro, 17 Alberto De Marchi, 18 Fabio Staibano, 19 George Biagi, 20 Jaco Erasmus, 21 Tito Tebaldi, 22 Gabriel Pizarro, 23 Riccardo Bocchino). All. Phillips.

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Categorie:Celtic League

Quattro permit players per l’inizio stagione


Negli ultimi giorni una notizia lanciata dalla Gazzetta di Parma è stata ripresa da numerose testate ed ha cominciato a girare sul web. Sembra che gli Aironi abbiano pensato di inserire nel proprio roster dei permit players durante l’inizio di stagione 2011/12 di Celitc League, che si sovrapporrà alla RWC 2011, togliendo così alla franchigia i giocatori impegnati con la Nazionale. I quattro permit player provengono dai due club di Parma che fanno parte della franchigia: GranDucato Parma e Crociati Parma.

Andiamo a conoscere meglio questi giocatori:

Andrea Manici (in foto) è un giovane tallonatore del GranDucato Parma Rugby, classe ’90 è dotato di un fisico possente grazie ai suoi 183 cm per 103 kg. Parmigiano di nascita ha anche indossato le maglie di Amatori Parma Rugby e Gran Parma per finire poi nel nuovo club del GranDucato. Giocatore di grande talento, Manici è anche stato convocato nelle nazionali giovanili e nella Nazionale A.

Lorenzo Romano è un pilone destro classe ’89, nato vicino a Firenze grazie ai suoi 190 centimetri e 114 chilogrammi si è guadagnato un posto nelle nazionali giovanili. Per quanto riguarda i club Romano ha militato nella Rugby Parma e dunque nei Crociati Parma.

Ross McCann è un trequarti centro nato ad Irvine, in Scozia, di 189 cm per 95 kg. Cresciuto rugbisticamente in Scozia ha giocato con i club Garnock Rugby e Glasgow Hawk per poi approdare in Italia, sponda Viadana e passare infine al GranDucato Parma. Classe ’89, McCann ha indossato le maglie delle nazionali giovanili scozzesi, dalla U17 alla U19. Grazie alla propria mobilità McCann ha anche giocato con la Nazionale Italiana Seven.

Lorenzo Contini è una terza linea adattabile a seconda linea nato a Parma nel ’89. Ha indossato le maglie dell’Amatori Parma Rugby, GranParma Rugby ed infine GranDucato Parma. Con un altezza di 191 cm e un peso di 100 kg rappresenta una terza linea stabile, che ha avuto l’onore di rappresentare l’Italia con la Nazionale U19 e U20.

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Categorie:Celtic League, mercato

Gli highlights di Aironi – Glasgow Warriors

Ecco gli highlights della sconfitta per un solo punto degli Aironi contro gli scozzesi Glasgow Warriors.

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